Oltre 50 messaggi al giorno da parte dell’ex sono una forma di stalking?

Il reato di atti persecutori, quello che comunemente chiamiamo stalking, non scatta semplicemente perché una persona ti scrive tanto, ti telefona continuamente o cerca ripetutamente di contattarti sui social.

La legge richiede qualcosa di più.

Ci devono essere condotte reiterate di minaccia o molestia tali da provocare una delle conseguenze gravi: un perdurante e grave stato di ansia o di paura, un fondato timore per la propria incolumità, oppure la costrizione ad alterare le proprie abitudini di vita.

Quindi attenzione:
“Mi dà fastidio” non è necessariamente “mi sta perseguitando penalmente”.

Non esiste un numero magico di messaggi oltre il quale scatta lo stalking.

Più che il numero delle interazioni, conta il contenuto e la sostanza delle condotte.

Diverso è il caso in cui, dopo che ho chiaramente chiesto di interrompere i contatti, quella persona continui sistematicamente a scrivermi, mi telefoni da numeri diversi, mi contatti attraverso amici e profili social, si presenti nei luoghi che frequento e questa condotta finisca per provocarmi una situazione di ansia grave e perdurante, oppure mi porti, per esempio, a cambiare le mie abitudini: smettere di andare in determinati luoghi, cambiare percorso, modificare il modo in cui accompagno i figli o evitare determinate situazioni per paura di incontrarla. È qui che il quadro cambia.

La legge considera espressamente anche le condotte realizzate attraverso strumenti informatici o telematici e prevede una specifica aggravante.

Quindi WhatsApp, Instagram, Facebook, email, telefonate e messaggi possono tutti entrare nella valutazione complessiva della condotta.

Al di là della esistenza o meno del reato di stalking, è fondamentale non sottovalutare mai comportamenti insistenti e invasivi che possono trasformarsi in controllo, paura o limitazione della libertà di una donna.

La tutela non può e non deve iniziare soltanto quando la violenza diventa fisica o quando è ormai troppo tardi: deve iniziare prima, imparando a riconoscere i segnali e promuovendo una cultura fondata sul rispetto.